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Giurdignano
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mwhaGiurdignano è un mwhqcomune italiano di mwhg1 932 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwprovincia di Lecce in mwjaPuglia.

Situato nel mwjgSalento sud-orientale, a ridosso del mwjwCapo d'Otranto, possiede una delle più grandi concentrazioni di mwkadolmen e mwkqmenhir d'mwkgItalia ed è per questo conosciuto come il mwkwgiardino mwlamegalitico d'Italiacite-ref-4[4].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Eventi
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio del comune di Giurdignano, che si estende su una superficie di 13,75mwnq km², dista 45mwng km da mwnwLecce, in direzione sud-est, ed è posto in prossimità del mwoaCapo d'Otranto, il punto più orientale d'Italia.

Il territorio risulta compreso tra i 29 e i 97 mwogm s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 68mwow m. Confina a nord con il comune di mwpaOtranto, a est con il comune di mwpqUggiano la Chiesa, a sud con il comune di mwpgMinervino di Lecce, a ovest con i comuni di mwpwGiuggianello e mwqaPalmariggi.

• mwqwClassificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Giurdignano rientra nel territorio del Salento meridionale che presenta un clima prettamente mwrwmediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwsatemperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +16,59mwsq °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +28,6mwsg °C. Le mwswprecipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 274mwta mm, presentano un minimo in mwtqautunno-mwtginverno ed un picco in mwtwprimavera-mwuaestate.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle mwugserre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisolacite-ref-5[5].

| Giurdignano | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Giurdignano | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 17,0 | 16,7 | 18,8 | 23,6 | 26,9 | 29,1 | 32,5 | 33,1 | 31,9 | 28,0 | 23,7 | 18,5 | 17,4 | 23,1 | 31,6 | 27,9 | 25,0 |
| T. min. media ( °C ) | 16,0 | 16,5 | 17,0 | 17,7 | 19,9 | 21,4 | 23,3 | 24,1 | 24,0 | 22,6 | 20,7 | 16,3 | 16,3 | 18,2 | 22,9 | 22,4 | 20,0 |
| Precipitazioni ( mm ) | 19 | 22 | 23 | 24 | 23 | 26 | 29 | 26 | 29 | 21 | 18 | 14 | 55 | 70 | 81 | 68 | 274 |
| Umidità relativa media (%) | 79,0 | 78,9 | 78,6 | 77,8 | 75,7 | 71,1 | 68,4 | 70,2 | 75,4 | 79,3 | 80,8 | 80,4 | 79,4 | 77,4 | 69,9 | 78,5 | 76,3 |

• mwwgClassificazione climatica di Giurdignano:cite-ref-6[6]

• mwyqZona climatica: C
• mwywGradi giorno: 1190

Origini del nome

Il toponimo potrebbe essere di origine messapica; il termine era usato nel canto della guerra che le popolazioni intonavano prima delle battaglie, durante la preparazione del combattimento. Potrebbe derivare anche da un nome di persona latino non ben identificato, segno questo della dominazione romana del territorio. Inoltre, potrebbe trovare la sua radice nella parola latina mwzgjunctus che significa mwzwunito, mwaastretto.

Storia

Il territorio fu abitato sin dall'mwawetà del bronzo come testimoniano i numerosi monumenti megalitici sparsi nell'abitato e nelle campagne circostanti. Il centro fu anticamente un castello di mwbaOtranto ed ospitò un quartiere d'inverno dell'esercito romano. Segni della presenza romana a Giurdignano sono i resti di una mwbqnecropoli di mwbgetà imperiale del mwbwII-mwcaIII secolo d.C. Con la mwcqdominazione bizantina del Salento, fu frequentata dai mwcgbasiliani che introdussero il mwcwrito greco.

Con i mwdqNormanni, mwdgTancredi d'Altavilla concesse il feudo a Niccolò De Noha. Nella prima meta del XIII sec. il feudo fa parte della dote maritale di Riccarda da Giurdignano che va in moglie a mwdwGlicerio de Matino.

Nel mweq1269 alla morte di Glicerio, il feudo andrà all'angioino Anselin de Toucy, cugino di mwegCarlo I d'Angiò, avendo egli sposato una figlia di Glicerio e Riccarda, Sibilia. Il De Toucy mori nel 1273 senza lasciare eredi. Il feudo passò quindi alla mwewRegia Corte fin quando mwfaFilippo I d'Angiò lo consegnò a Giacomo Pipino, suo medico personale, al quale succedette Guidone Sambiasi. In seguito furono feudatarie le famiglie Santacroce e Venturi. Nel mwfq1439 mwfgGiovanni Antonio Orsini Del Balzo cedette il feudo, sottratto ai Venturi, a Margherita Dell'Acaya che lo comprò in qualità di tutrice del figlio Buzio De Noha. Fra il mwfwXVI secolo e il mwgaXVII secolo passò ai Rondachi, ai Matino, ai Santabarbara, ai Vignes (Baroni di mwgqPisignano) e ai Prototico. Maddalena Prototico sposò il barone Carlo Alfarano Capece al quale portò in dote il feudo. Benedetto Alfarano Capece, che successe nel mwgg1793 al padre Francesco, fu l'ultimo feudatario di Gurdignano che lo mantenne fino all'mwgweversione della feudalità nel mwha1806cite-ref-7[7].

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 febbraio 1996.cite-ref-8[8]

Stemma

«Di azzurro, alla lettera maiuscola G in

carattere lapidario

, d'oro, sormontata dal

cappello

a tesa larga con la coppa piccola e tondeggiante, dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Gonfalone

«Drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione

centrata

in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto giallo, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa madre della Trasfigurazione del Signore

La mwpqchiesa madre della Trasfigurazione del Signore sorge sui resti di due strutture più antiche dedicate a San Salvatore. L'attuale edificio fu costruito fra il mwpg1756 e il mwpw1763 e fu intitolato inizialmente a mwqasan Rocco il quale, secondo i racconti popolari, salvò Giurdignano dalla peste del mwqqXVII secolo.
Presenta una sobria facciata, divisa in due ordini da un'aggettante mwqwtrabeazione. Il primo ordine, spartito in tre zone da mwralesene, è caratterizzato da un portale d'ingresso sormontato da tre statue, e da due nicchie laterali contenenti le statue di mwrqsant'Ambrogio e di mwrgsant'Agostino. Il secondo ordine presenta una finestra centrale e termina con un mwrwfrontone curvilineo.
L'interno, a croce latina con una sola mwsqnavata, si distingue per l'esuberanza barocca degli stucchi e degli arredi. Nelle brevi cappelle della navata e nel mwsgtransetto sono custoditi pregevoli altari e statue in cartapesta e in legno. Nell'area absidale, delimitata da una balaustra, è ospitato l'altare maggiore in mwswpietra leccese finemente scolpito. Consistente è la mwtaquadreria conservata. Le tele più importanti sono quelle raffiguranti la mwtqMadonna del Rosario attribuita a Giandomenico Catalano, l'mwtgImmacolata Concezione di mwtwOronzo Tiso e il mwuasant'Antonio da Padova del pittore mwuqruffanese Saverio Lillo.

Chiesa della Madonna del Rosario

La chiesa della Madonna del Rosario sorge sui resti della trecentesca chiesa della mwvaMadonna delle Grazie. Ricostruita negli mwvqanni cinquanta del mwvgNovecento, dopo i crolli subiti nella prima metà del mwvwXX secolo, fu ristrutturata stilisticamente in occasione del mwwaGiubileo del 2000 e venne riconsegnato al culto nel mwwq2001, dopo tre anni di lavori. All'interno si conserva una statua in cartapesta della mwwgMadonna del Rosario e una seicentesca statua lapidea di mwwwsant'Antonio da Padova.

Cripta di San Salvatore

La cripta di san Salvatore risale all'mwygVIII-mwywX secolo. Scavata interamente nel banco tufaceo, è impostata su una pianta a tre navate con absidi circolari e mwzaiconostasi. I quattro pilastri centrali quadrilobati dividono l'invaso in nove mwzqcampate riconoscibili anche per la diversa forma delle coperture. Il soffitto è caratterizzato da volte scolpite in maniera tale da simulare una cupola con croce greca nell'area presbiteriale e un mwzgrivestimento a cassettoni nell'aula, a imitazione delle chiese in superficie. La cripta era in origine interamente affrescata come si evince dalle tracce pittoriche rimaste. Nell'abside centrale trova spazio la raffigurazione della mwzwVergine col Bambino affiancata da due Angeli risalente al mw0aXII secolo. Anche nella nicchia che si apre sul lato destro rimangono frammenti di figure, tra cui un santo vescovo. Nel mw0q1780 sulla cripta è stata edificata la piccola chiesa dedicata a mw0gsan Vincenzo Ferreri caratterizzata da una lineare mw0wfacciata a capanna e da un semplice portalecite-ref-9[9].

Abbazia di Centoporte

La mw4gBasilica dei Santi Cosma e Damiano o abbazia di Centoporte, in alcuni documenti denominata mw4wSant'Arcangelo de Casulis, è una costruzione medievale appartenuta dapprima ai mw5amonaci basiliani e in seguito ai mw5qbenedettini. Il nome deriva dalle numerose finestre ancora visibili nei suoi ruderi.

I resti della basilica fanno ritenere che essa sia stata costruita sul modello della chiesa monastica di mw5wSan Giovanni di Studion in mw6aCostantinopoli. Una serie di indizi suggeriscono che fosse dedicata ai mw6qsanti Medici Cosma e Damiano, particolarmente venerati da mw6gGiustiniano.

Fu edificata come chiesa basilicale a tre navate con mw7aabside poligonale e mw7qnartece, intorno alla prima metà del mw7gVI secolo. Ciò che rimane dell'abbazia è una parte dell'abside, costruita con massi di pietra mw7warenaria locale e i ruderi dei muri perimetrali. Questo imponente edificio, lungo oltre 31 metri e largo quasi 11, era dotato di un mw8avestibolo all'ingresso.

La copertura, costituita da tegole, era a spioventi, con una parte più alta che copriva la navata centrale e due più basse nelle navate laterali. Le navate erano divise da una fila di colonne, così come si nota da alcune fotografie scattate prima del mw8g1961cite-ref-10[10]. L'impianto della chiesa otrantina deve riconnettersi ad una committenza proveniente direttamente da Bisanzio. La planimetria dei Santi Cosma e Damiano mostra tangenze dirette con la basilica di Butrinto del VI-VII sec. nell'attuale Albania a tre navate con abside estradossata, la cui forma esterna si presenta poligonale come nella Basilica di Giurdignanocite-ref-11[11].

Architetture civili

Palazzo baronale

Il Palazzo baronale, situato in piazza Municipio, risale agli inizi del mwaqiXVI secolo e fu edificato come luogo fortificato contro le incursioni dei mwaqmSaraceni. Nel mwaqq1600 fu addossato un nuovo corpo di fabbrica e fu dotato di fossato. Abitato dalle varie famiglie che si succedettero nel corso dei secoli, dal mwaquXIX secolo fu dimora dei feudatari mwaqyAlfarano Capece. Attualmente è di proprietà del Comune.

Il palazzo si presenta con un portale mwaqgbugnato ad mwaqkarco a tutto sesto, sormontato da uno stemma reso illeggibile dagli agenti atmosferici. Superato l'ingresso, si accede nel cortile interno caratterizzato da due arcate che reggono una lunga balconata barocca. Mediante una ripida scala si accede ai piani nobili, le cui stanze sono finemente decorate con stucchi e affreschi.

Siti archeologici

Menhir

• mwaq8Menhir Madonna di Costantinopoli

È posto nelle immediate vicinanze dell'omonima chiesetta. Alto circa 3mware m, presenta dimensioni di base pari a mwari m 0,33 x 0,29 e le facce più larghe orientate sull'asse est-ovest. In mwarmpietra leccese, sorge su di un rialto roccioso ed è leggermente inclinato di 15° circa verso N. Il mwarqmenhir ha le facce smussate e si rastrema verso l'alto. In sommità termina con uno zoccolo parallelepipedo, probabile base per una croce che attesta la cristianizzazione del mwarumonolite. Numerose tacche sono visibili sugli spigoli.

• mwarwMenhir San Paolo

Il menhir San Paolo è alto circa 2,25mwar4 m, ha dimensioni di base pari a mwar8 m 0,35 x 0,29 e presenta le facce smussate. L'orientamento delle facce più larghe è sull'asse est-ovest. Sorge su uno sperone roccioso entro il quale è stata scavata la cripta di mwasaSan Paolo. Lo spigolo a N presenta sette tacche a distanza regolare. In sommità è visibile una buca di circa 25mwase cm probabile alloggio di una croce. Il suo nome deriva dalla sottostante grotta bizantina dedicata a mwasisan Paolo. Interessante è tale sovrapposizione di monumenti che denota anche la stratificazione e l'integrazione nei secoli a usi religiosi e credenze popolari: nella grotticella è visibile un affresco che rappresenta la mwasmtaranta, il famoso ragno velenoso che ammorba con il suo morso le donne, le mwasq"Tarantate" di cui san Paolo è il protettore.

• mwascMenhir Monte Tongolo

È un residuo molto piccolo di menhir. Si trova in contrada mwaskPustacchi, a circa 3mwaso km dal paese, quasi all'incrocio con la mwassstatale Maglie-Otranto. Di questo esemplare ne rimane un masso alto 50mwasw cm e le facce 30 x 20mwas0 cm. Le più strette sono orientate secondo l'asse Est-Ovest. Venne trovato dal Palumbo nel mwas41951.

• mwateMenhir Vico Nuovo 1 e 2

Si tratta di due menhir adiacenti quasi identici, abbattuti e successivamente restaurati e ricollocati in piazzetta Vico Nuovo. Quello di sinistra è rotto in tre blocchi e sbozzato in sommità, con evidenti segni di restauro. È alto 250mwatm cm e presenta un fusto ottagonale con lati di 10 e 13mwatq cm. Il menhir di destra è rotto in due blocchi e mostra evidenti segni di restauro e numerosi licheni. Di pianta quadrata (28 x 28mwatu cm), si eleva per 2,4mwaty m.

• mwatkMenhir Croce della Fausa

Il menhir prende il nome da una grotta adiacente, catalogata da mwatsCosimo De Giorgi. È collocato al centro di uno slargo in via San Cosma su uno sperone roccioso alto 2mwatw m, dal quale si eleva di ulteriori 3,10mwat0 m. Profondamente attaccato da formazioni di mwat4licheni, presenta una forma di parallelepipedo allungato con le facce di dimensioni 58 x 20mwat8 cm. È lungo l'asse nord-sud.

• mwauyMenhir San Vincenzo

Il menhir San Vincenzo è uno dei monumenti megalitici più alti del territorio giurdignanese. Alto circa 3,50mwaug m, poggia su un banco roccioso e misura alla base cm 45 x 30. È posto nel centro del paese a poca distanza dalla cripta bizantina di San Salvatore. Presenta una sommità rastremata con una fasciatura metallica di consolidamento.

• mwausMenhir Palanzano

È un menhir posto presso l'omonima masseria, lungo la mwau0linea ferroviaria Maglie-Otranto. Alto 3,50mwau4 m, misura alla base mwau8 cm 50 x 35; presenta numerose smussature lungo gli spigoli e una croce graffita sul lato est.

• mwaviMenhir Madonna del Rosario

Difficilmente riconoscibile come menhir a causa della sua trasformazione in colonna votiva ottagonale con scalanature. Il monumento presenta segni di precedente rottura in tre tronconi ed è alto 300mwavq cm circa. La base quasi rettangolare (34 x 36mwavu cm) si raccorda col fusto ottagonale scanalato.

• mwavwMenhir Vicinanze 1

Il menhir prende il nome da un casale rupestre denominato Vicinanze. È alto circa 3mwav4 m e ha dimensioni di base pari a mwav8 m 0,42 x 0,30. L'orientamento delle facce più larghe è sull'asse est-ovest. Il menhir certamente è stato utilizzato nel mwawamedioevo come mwaweOsanna, come si può facilmente evincere dalla presenza di un incasso alla sommità che doveva accogliere una croce. Questo particolare, attesta la cristianizzazione dei menhir: intorno a queste strutture si svolgevano funzioni di tipo religioso. La mwawiDomenica delle Palme, infatti, si svolgevano delle processioni che terminavano dinanzi ai menhir. Sulla faccia anteriore, inoltre, sono visibili due croci che attestano una pratica particolarmente diffusa in età medievale.

Nei pressi del menhir sono visibili 5 silos, definiti mwawgfogge: si tratta di buche scavate nel banco roccioso, dalla caratteristica forma a bottiglia o a campana che servivano per lo stoccaggio delle granaglie.

• mwawsMenhir Vicinanze 2

Il menhir si eleva di 300mwaw0 cm su uno sperone roccioso, a sua volta alto 150mwaw4 cm e sorge in prossimità del menhir Vicinanze 1. Ha dimensioni di base pari a mwaw8 m 0,32 x 0,37. Le facce si presentano smussate, in parte molto probabilmente dai segni del tempo.

Il Palumbo, studioso locale, così scrive di questo menhir: mwaxe"L'avevo visto in piedi nel 1930 ma quando il 20 maggio 1931 tornai sul luogo per fotografarlo, lo trovai spezzato in due avendo ceduto, come mi dissero, agli agenti atmosferici. In seguito e propriamente il 24 maggio 1951, fotografai i due frammenti. Questa colonna fu risollevata dopo oltre 22 anni, il 19 giugno 1953 per interessamento da me svolto presso la Soprintendenza alle Antichità della Puglia e del Materano. Lo fotografai così rimesso in piedi il 29 stesso mese di giugno e detti notizia del suo ripristino a mezzo della stampa, come ho sempre fatto..."'

Dolmen

• mwaxkDolmen Grassi

Si tratta di due mwaxsdolmen contrapposti a distanza di 140mwaxw cm l'uno dall'altro, di cui uno solo risulta essere ancora integro. Il dolmen dell'area a N presenta il lastrone di copertura crollato all'interno della cella e una conseguente rotazione degli mwax0ortostati dalla posizione originale. Il megalite a S, invece, ha la lastra di copertura intera (190 x 150mwax4 cm) e poggiante su pietre sovrapposte e su un piedritto monolitico a E. Tale dolmen alto 90mwax8 cm presenta un ingresso a N.

• mwayiDolmen Chiancuse

Di questo imponente dolmen crollato su se stesso, è ben visibile il lastrone di copertura (220 x 180mwayq cm) con uno spessore medio di 20mwayu cm. Dei sette ortostati segnalati dal De Giorgi oggi ne sono visibili solo tre. L'ingresso del dolmen presentava un'apertura orientata a NE.

• mwaygDolmen Peschio

Il dolmen è stato rinvenuto da mwayoMicalella e mwaysMaggiulli nel mwayw1910 mimetizzato in un'area piena di banchi rocciosi affioranti. Del dolmen rimangono visibili solo due ortostati e il lastrone di copertura (200 x 160mway0 cm) con spessore variabile dai 12 ai 20mway4 cm, sulla cui superficie è ben visibile sul suolo accanto ad un ortostato, quello a W, invece, su un affioramento roccioso. L'apertura è orientata a SW.

• mwazuDolmen Orfine

Del megalite rimane la parte terminale e la lastra di copertura rotta in due parti. Metà di tale lastrone poggia su uno sperone roccioso affiorante e su due piedritti a pietre sovrapposte, mentre l'altra metà è al suolo insieme ad alcuni ortostrati. L'altezza del dolmen è di 100mwazc cm e l'ingresso è orientato a NE.

• mwazoDolmen Gravasce

Il dolmen, come descritto dal De Giorgi nel mwazw1911, poggia su due macigni e su un terzo piedritto composto di pietre in sovrapposizione. Si eleva di 70mwaz0 cm dal piano di campagna e presenta una lastra di copertura irregolare (160 x 200mwaz4 cm). L'ingresso è orientato a N.

• mwaaeDolmen Santa Barbara'
• mwaamDolmen Sferracavalli
• mwaauDolmen Paolo Niuri

Altro

Colonna di San Rocco

La colonna votiva di san Rocco, situata nella centrale piazza Municipio, fu eretta nel mwaak1772. È realizzata in mwaaopietra leccese e accoglie alla sommità una statua policroma di mwaassan Rocco. Secondo la tradizione locale fu voluta dal capitano di una nave che la edificò come ex voto per aver avuto in salvo la vita dopo una terribile pestilenza che aveva decimato il suo equipaggio.

Trappitello del Duca

Il Trappitello del Duca è un antico mwaa4frantoio ipogeo realizzato nel mwaa81518. Utilizzato per oltre tre secoli e mezzo, cessò la sua attività solo nel mwaba1940. All'ambiente sotterraneo si accede attraverso una scalinata coperta da mwabevolta a botte. Il grande vano ipogeo accoglie ancora tutti gli strumenti tradizionali utili alla produzione dell'olio (macina, sciave, torchi, ecc...).

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-12[12]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre mwabs2020 a Giurdignano risultano residenti 51 cittadini stranieri. La nazionalità più rappresentata ècite-ref-13[13]:

• mwaciRomania - 20

Lingue e dialetti

Il dialetto parlato a Giurdignano è il mwackdialetto salentino nella sua variante meridionale. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle mwacolingue romanze e classificato nel mwacsgruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: mwacwmessapi, mwac0greci, mwac4romani, mwac8bizantini, mwadalongobardi, mwadenormanni, mwadialbanesi, mwadmfrancesi, mwadqspagnoli.

Tradizione e folclore

Tavole di San Giuseppe

Le mwadgTavole di San Giuseppe si allestiscono il 18 e il 19 marzo in occasione della festa di mwadksan Giuseppe. Le famiglie devote approntano delle grandi tavole imbandite con grossi pani circolari a forma di ciambella, raffiguranti alcuni simboli (il mwadogiglio, il mwadsrosario, etc.) che rappresentano i mwadw"santi" che fanno parte della tavola. Il numero dei "santi" è sempre dispari e va da un minimo di tre (la mwad0Madonna, San Giuseppe e mwad4Gesù bambino) ad un massimo di tredici e vengono interpretati da persone care alla famiglia che allestisce. La sera del 18 marzo, dopo la processione e la benedizione delle tavole, a tutti i visitatori, sono offerte le tradizionali mwad8"mwaeapucce" benedette. A mezzogiorno del 19 marzo avviene la consumazione delle pietanze. Il devoto che ha allestito la tavola bacia per primo i grossi pani, che dovranno essere poi baciati dal mwaee"San Giuseppe" prima di essere consegnati ai "santi". Anche le altre pietanze sono servite prima a colui che interpreta mwaeiSan Giuseppe e poi agli altri "santi". Per tradizione la Madonna deve essere interpretata da una ragazza nubile.

Queste tavole vengono realizzate a Giurdignano e nei paesi vicini di mwaeqUggiano la Chiesa, mwaeuCasamassella, mwaeyCocumola, mwaecMinervino di Lecce e mwaegGiuggianello. L'usanza è praticata anche nei comuni tarantini di mwaekLizzano e mwaeoSan Marzano di San Giuseppe.

Cultura

Istruzione

Biblioteca

• Biblioteca Civica

Scuole

Nel comune di Giurdignano hanno sede una mwafiScuola dell'infanzia, una mwafmScuola primaria e una mwafqscuola secondaria di primo grado, facenti parte dell'Istituto Comprensivo Statale di mwafuUggiano la Chiesacite-ref-14[14].

Eventi

Festa di San Rocco

La festa di mwaf0San Rocco, protettore del paese, si svolge annualmente il 16 agosto. Durante i giorni di festa le strade e la piazza del paese vengono addobbate con le caratteristiche mwaf4luminarie delle ditte artigianali locali. Sono previsti concerti bandistici e l'esibizione di un noto cantante nazionale.

Festa e fiera della Madonna del Rosario

I festeggiamenti in onore della mwageMadonna del Rosario si svolgono durante il primo fine settimana di ottobre. Sono presenti numerosi stand gastronomici e si esibiscono vari gruppi musicali. Nella mattinata di Domenica è attivo il mercato tipico, istituito nel 1955, in cui si vendono il bestiame, attrezzi agricoli e oggetti vari.

Economia

Nell'mwagqeconomia della Puglia Giurdignano incide prevalentemente nel settore agricolo e turistico. In particolare l'agricoltura si basa sulla coltivazione dell'ulivo e del grano. Nell'aprile del mwagu2011 è stato dichiarato comune ad economia turistica dalla Regione Pugliacite-ref-15[15]. La favorevole posizione, a pochi chilometri dalla costa adriatica di mwagoOtranto, ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di strutture e servizi legati al settore turistico. È particolarmente frequentato per la presenza del parco megalitico di mwagsmenhir e mwagwdolmen.

Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:


Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne:

• Strada Provinciale 58 Giurdignano-mwahkCasamassella
• Strada Provinciale 155 Giurdignano-mwahsMinervino di Lecce
• Strada Provinciale 277 Giurdignano-mwah0Otranto

Ferrovie

Il comune era servito dall'mwaiaomonima stazione ferroviaria, situata fuori dal centro abitato, posta sulla linea ferroviaria mwaieMaglie-Otranto delle mwaiiFerrovie del Sud Est.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 giugno 1985 | 23 maggio 1990 | Antonio D'Alba | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 16 ] |
| 23 maggio 1990 | 4 maggio 1992 | Luigi Lanzilao | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 12 maggio 1992 | 24 aprile 1995 | Oronzo Micolani | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Oronzo Micolani | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 14 giugno 1999 | 7 febbraio 2003 | Salvatore Mitello | centro-destra | Sindaco | [ 16 ] |
| 7 febbraio 2003 | 27 maggio 2003 | Claudio Sergi | | Comm. pref. | [ 16 ] |
| 27 maggio 2003 | 15 aprile 2008 | Donato Fanciullo | centro-destra | Sindaco | [ 16 ] |
| 15 aprile 2008 | 27 maggio 2013 | Donato Fanciullo | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 27 maggio 2013 | 10 giugno 2018 | Monica Laura Gravante | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 10 giugno 2018 | 15 maggio 2023 | Monica Laura Gravante | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |
| 15 maggio 2023 | in carica | Monica Laura Gravante | lista civica | Sindaco | [ 16 ] |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalomwalsmwalwBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwal0demo.istat.it, mwal4ISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwamimwammmwamqClassificazione sismica (mwamumwamyXLS), su mwamcrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamsmwamwmwam0Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwam4mwam8PDF), in mwanaciterefmwaneLeggemwani mwanm26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwanqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwanu 151. mwanyURL consultato il 25 aprile 2012 mwanc(archiviato dall'mwangurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-99. P. Maggiulli, La basilichetta bizantina di S. Salvatore in Giurdignano, Matino 1921
cite-note-1010. mwaqymwaqcmwaqgLe Centoporte dal Sito dell'Università del Salento, su mwaqkarcheologiamedievale.unile.it mwaqo(archiviato dall'mwaqsurl originale il 28 dicembre 2011).
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cite-note-interno-163. mwavqhttp://amministratori.interno.it/

Bibliografia

• F. Canali, mwavgValore di "interesse paletnologico" e valore storico letterario: preistoria e miti fondativi in terra d'Otranto. Da interessi 'pilota' a valenze nazionali(stiche) e regionali, in mwavkPaesaggi, città e monumenti di Salento e Terra d'Otranto tra Otto e Novecento, Una «piccola Patria» d'eccellenza, dalla Conoscenza alla Valutazione e alla Tutela dei Monumenti ...,a cura di F. Canali, V. Galati, Firenze, 2017, pp.mwavo 147–190.
• AA. VV.: mwavwSalento. Architetture antiche e siti archeologici - Edizioni del Grifo, 2008
• mwav4I monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879
• mwawaI Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.giurdignano.le.it.
• citerefsapere-itGiurdignano, su sapere.it, De Agostini.